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Dipsosaurus dorsalis (BAIRD & GIRARD, 1852)

Desert Iguana

Classe: Reptilia
Ordine: Squamata
Sottordine: Iguania
Superfamiglia: Iguanidae
Famiglia: Iguanidae
Genere: Dipsosaurus
Specie: dorsalis

Distribuzione geografica e biologia

Regioni desertiche del Nevada (Sud), Arizona (Ovest), California, Messico.
Questo sauro è tipico dei deserti rocciosi e sabbiosi in cui la vegetazione primaria è il creosoto.
Lo si rinviene spesso nelle vicinanze dei cespugli di questa pianta, che costituisce la sua principale alimentazione e tra le sue radici trova anche riparo. Le iguana sono ottime scavatrici ma utilizzano anche tane abbandonate da altri animali per nascondersi dai predatori o per evitare le ore più calde della giornata (cioè le ore centrali, quando il sole è a picco … è troppo anche per loro!).

Descrizione

Il Dipsosaurus dorsalis raggiunge al massimo i 40-45 cm (coda inclusa) ma il corpo misura solo 10-15 centimetri.
Può gonfiarsi con aria quando viene disturbata o irritata, questo per apparire più grossa e per non farsi estrarre dalla tana a seconda delle situazioni.
Ha una leggera cresta dorsale che percorre anche tutta la coda se non è rigenerata.
La coda è di sezione rotonda, spessa e si assottiglia mano a mano che si va verso la fine, può essere autotomata e rigenerata ma non presenterà più i caratteristici anelli, sarà invece grigia.
Ha zampette robuste e potenti, oltre ad un bravo scavatore, Dipsosaurus dorsalis è anche un corridore molto veloce, è in grado di correre sia a quattro zampe sia su due zampe come Basiliscus sp. È di colore variabile dal grigio chiarissimo al beige, sul dorso e sui fianchi sono presenti strie rosso mattone e nere intersecate a ocelli più scuri e/o bianchi; i fianchi sono di color bianco con screziature nere e grigie. Ad una certa distanza, l’iguana può apparire tutta bianca, specialmente se è “calda” e quindi con colorazione chiara; il suo pattern gli permette di mimetizzarsi perfettamente tra la sabbia, ghiaia e rocce tipiche del suo habitat. 

Sul mercato sono per lo più disponibili esemplari WC (di cattura) … io li sconsiglio, oltre ad essere spesso parassitati e deperiti mal si adattano alla vita in terrario.. passando le giornate a sbattere contro i vetri nel tentativo di trovare una via di fuga, altri abituati al creosote non accettano altro o mangiano molto poco deperendo lentamente. Io ho avuto la fortuna di trovare una femmina CB con cui non ho avuto alcun problema e un maschio LTC, curato da un amico, il quale essendo un po’ conciato male inizialmente ha dovuto esser seguito da un veterinario. Mangiava pochetto ed era leggermente apatico all’inizio, ma poi dopo le cure piano piano si è ristabilito, è ingrassato e da quando mi è stato ceduto posso confermare che è migliorato in maniera esponenziale, confrontando le foto del suo arrivo a casa di Max (l’anima pia che l’ha salvato) e le foto attuali sembrano addirittura due animali diversi.
In terrario comunque sono tranquilli ma vispi, se si fanno movimenti bruschi però si agitano un po’, non amano affatto essere maneggiati percui, se dovete prenderli per pulizie o veterinario, è meglio acchiapparli quando sono freddi, cioè quando non avete ancora acceso le luci.

Terrario e allevamento

Si possono tenere da soli in coppia o in piccoli harem composti da un maschio e due-tre femmine.
Necessita di teche di almeno 100×50 di base (una coppia), l’altezza non è molto importante, ma almeno un 40 cm li darei, dato che a volte si arrampicano sui legni, ma gradiscono di gran lunga stare al suolo. L’arredo sarà costituito da sabbia fine, rocce piatte (ardesia) su cui fare basking, qualche ramo e al limite qualche pianta grassa senza spine, robusta (sono dei piccoli trattori) ma soprattutto non tossica perchè potrebbero mangiarla. Le tane saranno disposte sia nella zona calda che nella fredda per permettergli di termoregolarsi a piacimento.
E’ importante che lo spessore della sabbia sia di almeno 10-15 cm, e che sia bagnata in profondità ma asciutta in superficie. Per far questo basta infilzare un tubo in pvc del diametro di almeno 1 cm, in una spugna per acquari (quelle da filtro, rettangolari), posizionare il tutto sul fondo lasciando emergere dalla sabbia solo il tubo (potete nasconderlo con un pezzo di sughero o altro arredo se stona..), con un imbuto poi sarà molto semplice bagnare la sabbia da sotto, l’acqua verrà infatti assorbita per capillarità, senza però arrivare in superficie.
Questo metodo è importante per due motivi: per prima cosa simula le condizioni ambientali naturali, cioè questi sauri scavano per trovare umidità e refrigerio nel sottosuolo; secondariamente è utile alle iguane per creare tunnel stabili.

Ricordo che con animali “scavatori” e in generale con tutti i deserticoli, l’arredo va messo sul fondo della teca PRIMA del substrato, questo per evitare pericolosi crolli anche letali per il nostro ospite. È buona norma fissare le pile di pietre e lastre d’ardesia con una goccia di silicone sempre per questioni di sicurezza. Ho notato che le grotte o comunque le tane in genere poco interrate e molto spaziose vengono snobbate, preferiscono di gran lunga nascondersi sotto lastre di ardesia quasi totalmente sommerse dalla sabbia, accomodandosi in spazi ristretti che probabilmente danno un senso di protezione maggiore. Se avete più di un esemplare noterete che preferiscono ammassarsi tutti nella stessa tana piuttosto che occuparne una ciascuno. Come substrato uso sabbia quarzifera finissima (da evitare come la peste quella che contiene calcio) il resto dell’arredo è composto da tronchi, sassi, rocce, ardesia su cui fare basking, due mattoni che fungono da appoggio per le lastre di ardesia e due anfore.

A questi sauri occorrono 26° C nella parte fredda e più di 37° C nella parte calda con un hot spot di quasi 50° (46-50 C); mentre di notte la temperatura può oscillare dai 16° ai 25°. In inverno, di notte, se le t° sono troppo basse (sotto i 16°) sarà utile usufruire di una lampada in ceramica termostatata per mantenere le temperature desiderate. I Dipsosaurus hanno bisogno di alte temperature per digerire, se le t° sono troppo basse l’animale non digerirà correttamente e deperirà lentamente fino a morire.

Per quanto riguarda il parco lampade da me utilizzato: avendo il terrario in legno, quindi tiene bene le temperature, uso una lampada spot da 75 w per raggiungere i 50° C nel punto di basking e una compatta 10% per gli uvb accanto ad esso. E’ opportuno fare delle prove prima di introdurre gli animali (il che non vuol dire un ora o un giorno prima), per vedere quale wattaggio ci permette di tenere le t° richieste, questi animali non perdonano sbalzi improvvisi o t° inadeguate, perciò prima di acquistarli dovete essere certi che il terrario sia perfetto!
Quando di un animale si sa poco, perchè ancora poco allevato o di poco interesse… è buona norma informarsi anche sulle temperature e condizioni ambientali nei luoghi di origine (a maggior ragione se si tratta di un Wc):

Ecco un esempio di condizioni metereologiche annuali a Guaymas, Messico.

Mese Minime
(media)
Massime
(media)
T° più bassa
registrata
T° più alta
registrata
Umidità
relativa %
Media
precipitazioni (mm)
Media
ore di sole
Gennaio
13
23
7
30
52
63
7
Febbraio
14
24
6
39
53
10,2
7
Marzo
16
26
9
35
50
13,8
8
Aprile
18
29
12
40
48
79,9
9
Maggio
21
31
13
44
50
267,6
10
Giugno
24
34
18
43
57
280,01
10
Luglio
27
34
21
44
63
181,5
9
Agosto
27
35
21
47
64
276,9
8
Settembre
26
35
18
43
66
355,1
8
Ottobre
22
21
13
43
67
330,6
9
Novembre
18
28
9
37
70
135,5
8
Dicembre
13
23
8
38
72
33,5
6

Dipsosaurus necessitano di alte percentuali di UVB (8-10%), le fonti UVB vanno posizionati all’interno della teca (altrimenti il vetro filtra i raggi rendendoli inefficaci); i neon dovranno essere lunghi come tutta la teca mentre se si decide di utilizzare compatte UVB vanno messe accanto allo spot della zona basking in modo che, termoregolandosi, le iguane usufruiscano anche dei raggi uvb. Entrambe le tipologie vanno posizionate ad una distanza non maggiore di 20-25 cm dal sauro (ricordo che i neon uvb hanno una durata di sei mesi dopo di che vanno cambiati, e NON scaldano come uno spot).
Piccola parentesi, le compatte classiche vanno posizionate in orizzontale possibilmente munite di riflettore, mentre quelle a tortiglione possono benissimo essere usate in verticale.

È un sauro erbivoro, si nutre principalmente di verdure a foglia scura come cavoli ricci, senape, tarassaco (tutta la pianta), indivia, prezzemolo, basilico, erbe aromatiche (senza antiparassitari!) come rosmarino, salvia, timo, aneto, borragine, lavanda, verdure verdi ed arancioni tagliuzzate: carote, cetrioli, zucchine, peperoni, sedano, finocchi ecc. frutti molli (con parsimonia e mai più di una volta al mese) come fichi, fragole, ciliegie, lamponi e frutti di bosco in generale, fiori come ibiscus, rosa, dente di leone (tarassaco), nasturzio, malva (foglie e fiore), portulaca, viola, fiori della rucola. Pale del cactus (senza spine) e fichi d’India. Anche alcuni Legumi sono apprezzati: fagiolini, lenticchie rosse in primis.
Amano e sono attirate moltissimo dai fiori gialli (il creosote infatti è proprio giallo) ne vanno ghiotte. Gradiscono anche insetti (grilli, tarme della farina e blatte) ma costituiscono comunque una bassa percentuale (30-40%) nella loro dieta prettamente vegetariana, in ogni caso gli insetti più graditi sono: tarme della farina, grilli, camole del miele, cavallette.
È importante integrare con Ca+D3 regolarmente (2 volte a settimana), io lascio sempre a disposizione il calcio puro in un incavo di un legno e spolvero anche le verdure a giorni alterni. L’integrazione del calcio è fondamentale soprattutto nei baby in crescita e nelle femmine gravide.

differenze testapancia rosa, femminaDimorfismo sessuale:

Si trova davvero poco sulla riproduzione dei Dipsosaurus, ed il dimorfismo sessuale non è molto accentuato… ne so qualcosa io che ho scoperto da poco che l’esemplare che credevo maschio (massiccio con coda molto spessa alla base e dotato di pori belli grandi) è in realtà femmina, mentre quello che ritenevo “ambiguo”, cioè di corporatura più esile, coda sottile, piccoli pori, ma con strani attegiamenti verso il primo, è in realtà maschio. Probabilmente quest’ultimo (curato da un amico e poi cedutomi) era un esemplare giovane poichè ora è diventato più massiccio della femmina e soprattutto ha pori femorali che spurgano in abbondanza, mentre il primo esemplare probabilmente aveva accumuli di grasso alla base della coda che li faceva sembrare emipeni.
Caratteristiche riscontrabili, ma non sempre affidabili, per il sessaggio sono:

- Testa più massiccia nei maschi (depositi di grasso sulla nuca)
- Cresta nucale più accentuata
- Muso più lungo e largo nei maschi
- Collo più massiccio (pelle in più per la giogaia, anche se poco estesa rispetto ad altri iguanidi)
- Assenza o quasi di strie rosso mattone sui fianchi nel maschio

Sia il maschio che la femmina, nella stagione degli accoppiamenti, presentano un cambiamento cromatico sull’addome, da bianco si colora di rosa più o meno carico. I maschi sessualmente maturi mostrano due rigonfiamenti alla base della coda (gli emipeni). I pori femorali sono presenti in entrambi i sessi come dicevo, ma più marcati nel maschio il quale usa le secrezioni cerose di quest’ultimi per marcare il territorio.

Pori maschio Pori femmina

Riproduzione

I maschi cortegiano le femmine estendendo la giogaia e facendo un veloce head bobbing (la differenza con un display di minaccia è che le strie della giogaia non si colorano di nero), spesso tentano di abbracciare la femmina appena l’hanno a tiro, senza essere però eccessivamente violenti. La femmina non ancora pronta fa un leggero scatto per sfuggire alla presa o al limite si rotola; il maschio capisce quindi che non è ancora il momento e torna tranquillo. Quando invece la femmina è in ovulazione si lascia mordere sul collo, alzando a volte la coda per facilitare l’accoppiamento. Gli accoppiamenti hanno luogo da Aprile a Giugno con deposizioni, in tunnel umidi scavati dalla madre,  di 2-8 uova (un mese e più dopo l’accoppiamento).
Le uova vanno prelevate e incubate su vermiculite o perlite bagnata 1:1, a una temperatura variabile tra i 28 e i 30 gradi.
I baby nasceranno dopo 60-70 giorni, quindi in luglio – agosto e saranno lunghi 7-10 cm.

Bruma:

Come sempre è importante far brumare solo ed esclusivamente soggetti sani ed in forma! Le temperature dovranno essere fatte scendere gradualmente, per simulare l’arrivo della stagione fredda, per questo verrà accorciato anche il fotoperiodo. È importante che l’animale vada in bruma con lo stomaco vuoto se no i vegetali, fermentando, potrebbero essere molto pericolosi per il sauro. Le temperature scenderanno fino a 16-18° ( sotto i 16° sarebbe rischioso) per mantenere queste t° è meglio affidarsi ad un termostato, che interverrà in caso di abbassamento ulteriore delle temperature. In alcuni luoghi di origine la stagione fredda inizia a novembre e può durare fino a febbraio-marzo. Poiché non si sa ancora quanto sia importante ai fini riproduttivi la brumazione per le iguane del deserto, e fino a che punto faccia bene, molti optano per una bruma abbastanza corta con una media di 3-4 settimane. Le iguane andranno poi risvegliate gradualmente, e arrivati a temperature ottimali potranno essere offerte le verdure a loro più gradite (tarassaco, aromatiche) e qualche insetto per sbloccare la normale inappetenza iniziale… Le femmine andranno poi nutrite abbondantemente in previsione dell’accoppiamento e della deposizione.

Foto sessaggio: http://www.kingsnake.com/

Articolo di Laura Grecchi
http://www.ciliatus.it/

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